Perché esiste Agorà
Siamo entrambi ossessionati dalle stesse cose: ingegneria dei sistemi complessi, software che fa lavoro serio, rivoluzione agentica e futuro dell'informazione affidabile. Quando abbiamo provato a costruire un prodotto che facesse interagire un modello AI in modo responsabile con contenuti protetti da copyright, abbiamo scoperto una cosa scomoda. Nel 2026 non esiste un modo pulito, legale e scalabile per farlo. Abbiamo sbattuto contro il problema sulla nostra pelle, molto prima di sapere che sarebbe diventato un mercato.
Così abbiamo cambiato direzione. Abbiamo iniziato a costruire il layer sotto al prodotto originale, quello che ci serviva per primi prima che qualunque altra cosa potesse poggiarci sopra.
Cosa è in gioco
Se il sistema di incentivi attorno ai contenuti collassa, le conseguenze vanno ben oltre qualche publisher arrabbiato. Senza abbastanza revenue che torni a chi produce informazione, e senza protezione da scraping e rielaborazione agentica non autorizzata, i publisher di ogni tipo smetteranno di produrre l'informazione validata da esseri umani, di qualità, su cui le nostre industrie e le nostre democrazie si reggono.
Il danno è un problema di fiducia. Quando persone, tribunali, regolatori e ingegneri smettono di fidarsi delle fonti, le istituzioni costruite su quelle fonti iniziano a vacillare. L'AI può provocare quel collasso, oppure può prevenirlo. La differenza dipende dal fatto che l'infrastruttura giusta venga costruita adesso. Agorà è quell'infrastruttura.
Dove stiamo andando
Stiamo costruendo Agorà in Europa, partendo dal mercato UE, perché qui il contesto regolatorio sta già chiedendo esattamente il tipo di infrastruttura di fiducia e provenance che vogliamo vedere a livello globale. La risoluzione del Parlamento Europeo di marzo 2026 su copyright e generative AI ha messo la direzione nero su bianco: compliance, trasparenza e compensazione dei titolari dei diritti sono ormai la baseline. Stiamo costruendo di conseguenza.
Sotto trovi noi due.